Più vado avanti nei miei studi e nelle mie scoperte, ma sopratutto più ho l’opportunità di seguire personalmente allievi nel loro percorso di cambiamento e di crescita e più mi rendo conto che una delle prime cose necessarie da fare è “mettere la persona di fronte allo specchio”.
Ma in questo caso non parlo di uno specchio reale, ma di uno specchio speciale impersonato da noi stessi che vogliamo aiutarla a crescere, facendo si che noi, da fuori, possiamo mostrarle come lei è fatta dentro, facendole notare i suoi comportamenti, i suoi schemi automatici, i suoi modi di parlare e di comportarsi inconsci che, normalmente, rispettano la matrice dei suoi bisogni primari ( che è poi alla base della Metodologia REI di crescita e cambiamento).
Più vado avanti e più scopro che quando si inizia un percorso di crescita, con chi vuole davvero cambiare e migliorare, la mente inconscia crea una connessione con noi e ci aiuta, facendo arrivare ricordi, memorie, domande, facendo dire cose e fare azioni, che per la persona stessa che le fa o le dice non hanno un senso logico, ma che da fuori diventa facile per noi mettere insieme i tasselli e capire la figura principale del puzzle.
E’ anche vero che chi vuole intraprendere il ruolo di Risvegliatore o semplicemente di colui che vuole aiutare gli altri a crescere e stare meglio deve sapere che, a volte, mettere di fronte una persona al proprio vero se stesso, può attirare rabbia ed odio nei vostri confronti tanto che, se la persona non vorrà davvero cambiare, rischierà di allontanarsi; mentre nel caso contrario saranno proprio le emozioni negative che scaturiranno che vi indicheranno la strada su cui iniziare il percorso di crescita da seguire.
Riporto qui di seguito un ottimo testo recuperato da Facebook che rende perfettamente l’idea di questo concetto:
Quando resti da solo con te stesso e ti chiedi: “Perché nessuno mi ascolta?”, chiediti invece: “Quante volte io ascolto?”
Se nessuno ti crede, chiediti quanto in verità tu credi tu stesso.
Quando ti senti una vittima, chiediti di chi sei carnefice.
Quando ti deridono, chiediti che cosa ti spinga a farti deridere dagli altri.
Ogni volta che ti arrabbi, ricorda che la rabbia è il richiamo di qualcosa che dentro di noi ancora non è stato ancora risolto o accettato.
Quando una persona ti suscita antipatia, chiediti quale parte ben nascosta dentro di te risuona con quella persona.
Quando sei insofferente, non guardarti intorno per individuare ciò che non sopporti. Guardati allo specchio e spogliati.
Se nessuno riconosce i tuoi meriti, comincia a riconoscerli agli altri e impara a ringraziare per ogni dono ricevuto.
Ciò di cui ci circondiamo è ciò che con noi risuona.
